Aeroporto “Bellini” ko da tre giorni. Uil: Comiso diventi secondo pilastro aeroportuale

La Sicilia deve dotarsi al più presto di un sistema aeroportuale realmente integrato e capace di garantire alternative concrete. In questo quadro, lo scalo di Comiso può e deve assumere un ruolo strategico. Lo sostengono Ninetta Siragusa e Giovanni D’Avola, segretari regionali della Uil Sicilia Area Vasta con deleghe ai territori di Siracusa e Ragusa, intervenendo sulla situazione di crisi che si sta vivendo ancora una volta a Fontanarossa, con la chiusura prolungata dell’aerostazione, a causa dell’eruzione dell’Etna.

“Non comprendiamo perché si continui a discutere di nuove ipotesi, come l’aeroporto di Dittaino” – scrivono – “senza aver prima rafforzato adeguatamente una struttura già esistente come quella di Comiso”. Per la Uil, lo scalo “Pio La Torre “deve diventare il secondo pilastro aeroportuale della Sicilia orientale, non una soluzione residuale da utilizzare soltanto nei momenti di emergenza”.

A rendere ancora più critica la situazione dell’aeroporto di Catania c’è anche la chiusura della tratta ferroviaria Siracusa-Catania per lavori, “mentre molte altre infrastrutture dell’Isola restano ferme a un livello inaccettabile. In queste condizioni” – sottolineano Siragusa e D’Avola – “ogni interruzione o rallentamento si trasforma in un’emergenza generale”. I due dirigenti sindacali richiamano la politica regionale e nazionale alle proprie responsabilità.

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