Riceviamo e pubblichiamo. Stagione Inda a rischio. Intervenga il ministro Franceschini

L’Inda e le Rappresentazioni classiche,  in quello splendido Teatro Greco,  sono tra le pochissime cose buone realizzate nella migliore storia siracusana. Sono al contempo cultura, storia, conoscenza, presenze turistiche, sviluppo economico e lavoro: una eccellenza culturale nel panorama nazionale e  internazionale che non può essere relegata a scontro da connotati paesani. Ogni tanto alcune scorribande politiche hanno tentato di sminuirne il valore culturale trasformandolo in un banale carrozzone clientelare  ma per fortuna alla fine  è prevalsa la siracusanità sempre  dentro un grande progetto nazionale e siciliano. Fanno certo riflettere ma non ci preoccupano le fisiologiche divergenze tra l’Inda e il direttore del Parco Archeologico né la necessità di mantenere alta la vigilanza sulla fondamentale e irrinunciabile  custodia e tutela del patrimonio artistico e della struttura ; quel che comincia a diventare davvero inquietante è il tentativo di farlo diventare un terreno improprio per scontri politici le cui finalità sono ai più misteriosi fino a insinuare il pericolo di realizzare il ciclo delle tragedie 2020. Che il Presidente Musumeci decida di avocare a sè la materia e la vicenda ci lascia molto perplessi: un governo infatti  incapace financo di affrontare la gestione ordinaria della macchina regionale che intende assumersi l’arbitrio di decidere le tariffe e l’utilizzo del Teatro Greco ci pare davvero un rischio troppo pesante per la città di Siracusa. Il Ministro Franceschini, coinvolgendo la Regione e il Comune,  assuma il necessario protagonismo alla ricerca e individuazione di  un giusto equilibrio tra la necessità di tutela di un bene prezioso come il Teatro Greco e le esigenze di mantenere il monumento bene fruibile e da valorizzare.  (Giuseppe Zappulla e  Ninni Gibellino – ArticoloUno)